Cosa fare in caso di cattivo odore dell’acqua in piscina

Scopri tutti i consigli per riconoscere le cause del male odore e i rimedi per risolvere il problema

In alcuni casi può capitare che l’acqua della piscina abbia un odore forte e pungente e provochi irritazione ad occhi e mucose. La presenza di pH alterato o di un eccesso di residui organici, sono le principali cause del cattivo odore. In questo articolo vedremo come il trattamento dell’acqua sia uno dei migliori rimedi a questo problema piuttosto comune.

Cattivo odore piscina

In particolare, il cattivo odore è causato dalla combinazione del cloro con le impurità come foglie e insetti. Una volta immesso in acqua, l’acido ipocloroso, meglio conosciuto come cloro, si combina con tutte le sostanze organiche che vi sono entrate a contatto, dai residui immessi dai bagnanti a foglie o altre particelle provenienti dall’ambiente circostante. L’unione del cloro con questi elementi, dà origine alle cosiddette clorammine o, più comunemente definito, cloro combinato.

Le clorammine sono sostanze generate da composti azotati (sudore, sostanze organiche) che si legano al cloro e permangono in piscina. Una presenza troppo elevata di queste sostanze, può essere causa di bruciore agli occhi e alle mucose, prurito, allergie.

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COME ELIMINARE LE CLORAMMINE?

Quando si formano queste concentrazioni di cloro combinato (clorammine) i rimedi da adottare sono molteplici. Ecco qualche suggerimento:

  • Ricambi costanti di acqua almeno il 5% del volume della piscina al giorno al fine di moderare la formazione di acido cianurico (indicazione importante per chi gestisce il trattamento acqua della propria piscina con prodotti in polvere, granulari e pasticche).
  • Stabilizzare il ph intorno al valore neutro del 7.00 è IL MASSIMO DEL COMPROMESSO, assicura un rendimento elevato del ipoclorito di sodio intorno al 77,16% e non rende il pH acido quindi dannoso per la pelle, mucose ecc..
  • Effettua una clorazione shock dosando una quantità di cloro almeno 10 volte il valore delle clorammine presenti al fine di trasformarle in azoto gas e lasciare che si disperdano.
  • Per definire la presenza di clorammine in acqua, effettua un’analisi del cloro totale e sottrai il valore del cloro libero, ossia il cloro attivo presente in acqua che, non essendo ancora legato con altri elementi, mantiene integro il suo forte potere disinfettante.
  • Il valore del cloro combinato in piscina va verificato tramite appositi tester (tester con pasticche dpd 1 e dpd 3 e/o photometro) e va tenuto sempre al di sotto dei 0.4 ppm (parti per milione). Mantenere il più basso possibile il valore del cloro combinato è un aspetto fondamentale del trattamento dell’acqua in piscina ed a tal fine è utilissimo il dosaggio costante del disinfettante a Ph stabile.
  • La quantità di cloro da aggiungere in vasca con la clorazione shock è dieci volte pari a quella del valore di cloro combinato riscontrato. Ad esempio cloro combinato 1.0 ppm = clorazione shock con 10 ppm/litro di cloro cioè 0,01 Kg /Mc di acqua. Con 100 Mc di acqua avremo bisogno di 1 Kg di cloro in acqua.

Infine, grazie al processo di filtrazione, puoi aspirare tutte le impurità, sia quelle galleggianti sulla superficie dell’acqua come foglie e insetti, sia quelle che poggiano sul fondo della piscina. Con il persistente contatto dell’acqua, anche le impurità trattenute all’interno del filtro, decomponendosi, possono dare origine a cattivi odori. Per evitare che questo accada, è necessario lavare il filtro almeno una volta a settimana ed espellere tutto lo sporco trattenuto tramite la messa in scarico.

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